La malattia venosa cronica, nota anche come insufficienza venosa cronica, è una malattia cronica e progressiva delle vene. In questa condizione le vene superficiali si dilatano e si allungano progressivamente e il sangue al loro interno inizia a ristagnare. La pressione venosa nei tessuti della gamba aumenta e con il tempo ciò si ripercuote sia sulle vene stesse sia sulla pelle e sui tessuti circostanti.
Quali disturbi sono caratteristici?
Nelle forme più lievi, la malattia venosa si manifesta spesso con disturbi che molte persone attribuiscono alla stanchezza o allo sforzo:
- sensazione di pesantezza e dolore sordo agli arti inferiori;
- prurito o bruciore della pelle dei polpacci;
- spasmi muscolari (crampi), spesso di notte;
- gonfiore alla caviglia, soprattutto a fine giornata;
- sensazione di «gambe senza riposo».
È caratteristico che i disturbi peggiorino dopo lunghi periodi in piedi o seduti, ad esempio dopo una giornata di lavoro alla scrivania o in piedi.
Perché la malattia non va sottovalutata?
La malattia venosa cronica è una condizione progressiva. In una parte dei pazienti, con il suo avanzare, possono svilupparsi complicanze: infiammazione di una vena dilatata con formazione di trombi (tromboflebite), alterazioni infiammatorie della pelle, eczemi e, negli stadi più avanzati, ulcere venose difficili da guarire intorno alle caviglie. Sono possibili anche complicanze più gravi legate alla trombosi delle vene profonde.
Proprio per questo le vene dilatate visibili e i disturbi persistenti alle gambe meritano attenzione, anche quando sembrano soltanto un problema estetico.
Come si pone la diagnosi?
La valutazione inizia con un colloquio sui disturbi e sulla storia clinica e con un esame clinico da parte di un chirurgo vascolare. Se indicato, viene eseguito un ecocolordoppler, un metodo ecografico non invasivo che mostra lo stato delle vene e la direzione del flusso sanguigno. Sulla base di questa valutazione si discute un piano individuale: dal follow-up e dalle misure conservative fino al trattamento delle vene danneggiate.
Quando rivolgersi a una visita?
È ragionevole chiedere un consulto a un chirurgo vascolare se nota vene visibilmente dilatate, pesantezza o dolore costante alle gambe, gonfiore alle caviglie o una ferita all’arto che non guarisce. La valutazione precoce permette di tenere sotto controllo la condizione in tempo e di evitare complicanze.